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Esorcismo dal vivo

Scritto da , sezione: Demonologia 20049 17

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La speculazione psicologica/psichiatrica che avvolge la tematica degli esorcismi quasi sempre evita e rigetta con snobismo l’approccio olistico ed empirico, quasi a voler comporre un’apologia di Science Knows Best dell’ateo militante Sam Harris.
Sarò sincero: non ho mai ritenuto valido il procedimento algoritmico o, ancor peggio, il riduzionismo.
Similmente, non ho mai avuto un gran amore per Kant: ritengo i giudizi sintetici a priori una tirannia intellettuale.
Potrei con facilità discorrere a lungo riguardo le varie metodologie d’indagine tramite le quali in tempi recenti la scienza medica e psicologica, con autoreferenzialità, pretende di dare una spiegazione ad un fenomeno che era, è e rimarrà per molti credenti (e non) un Mysterium Fidei.

Malgrado ciò, volendo distaccarmi con forza dai ricercatori che da tempo hanno abbandonato la via semiempirica in favore del razionalismo più assoluto (forse certi delle proprie capacità di raziocino a tal punto da non sentire il bisogno di “abbassarsi” alla ricerca sperimentale), ho deciso di riportare per iscritto la mia testimonianza di studioso critico e di essere umano, avendo assistito di recente ad un esorcismo molto particolare in prima persona.
La decisione contiene in sé non solo la speranza di fornire un ulteriore elemento d’analisi ed argomentazione, ma anche di poter narrare ai lettori, in una forma più chiara possibile, gli eventi sovrannaturali visti e uditi dal sottoscritto, a conferma del fatto che vi è davvero poco di scientifico ed umano.

NOTE: Per questioni di privacy non saranno fatti nomi di persone fisiche o località.
Sconsiglio d’assistere ad esorcismi a persone emotivamente fragili, con poca forza d’animo o per semplice curiosità; non si tratta di un gioco e le conseguenze di movimenti e/o pensieri affrettati potrebbero essere onerose.

 

Cronaca d’un esorcismo

Attorno alla metà di agosto ci trovavamo, assieme al collaboratore Un Esorcista Oggi (http://unesorcistaoggi.blogspot.it), in una piccola cittadina immersa tra le colline italiane a discutere sulla reale diffusione della magia bianca tra i ceti sociali meno abbienti, il tutto in vista della compliazione d’un vero e proprio reportage sulle pratiche magiche popolari nel nostro paese.
Inaspettata arriva una chiamata: il marito d’una signora affetta da possessione diabolica, che per anni non aveva più ricevuto benedizioni, chiede un appuntamento per poter ricominciare il cammino di liberazione di sua moglie. La richiesta viene accettata e fissato l’incontro per il giorno successivo, nel pomeriggio.

«Conosco la donna, è un caso abbastanza grave. Portati i fogli dove prendi le annotazioni, ti serviranno», mi dice con molta calma il nostro caro esorcista subito dopo la chiamata. Non ho mai dubitato dei suoi consigli e non lo feci neppure allora.
Per darmi la possibilità di comprendere meglio la situazione mi raccontò brevemente la storia della povera posseduta: sin da bambina era stata consacrata al Demonio tramite messe nere, le quali nel tempo vennero addirittura effettuate più volte, sempre in momenti cruciali della sua vita – ad esempio durante il matrimonio.
Ai disturbi diabolici negli anni si affiancarono malattie fisiche decisamente gravi, alcune curate miracolosamente grazie a pellegrinaggi (ancora oggi conserva le cartelle cliniche con su scritto “guarigione scientificamente impossibile, non spiegabile“).
La possessione diabolica divenne evidente quando, ad una semplice benedizione, la donna cadde per terra come tramortita. Con un esorcismo preparatorio arrivò la terribile conferma.
(La signora successivamente, in un dialogo serale, mi racconterà che gli animali di casa avevano da tempo percepito la presenza malvagia in lei: ogni volta che si avvicinava ai piccoli criceti domestici essi iniziavano a correre velocemente come impazziti, gridando di disperazione).

Passammo il resto della giornata a riflettere sul da farsi.
Pur cercando di costruire mentalmente una consecutio d’analisi del fenomeno che avrei dovuto studiare l’indomani, optai alla fine per la considerazione diretta senza sovrastrutture o costrizioni.
 
Ventiquattro ore passarono molto in fretta e venne ben presto il momento d’organizzare gli ultimi dettagli.
Un’ora prima dell’arduo evento decisi d’osservare con attenta considerazione la “ritualità” preparatoria dell’esorcista: dalla preparazione dell’olio esorcizzato alla quella dell’acqua santa, tutto seguiva uno schema ben definito e molto devoto; le formule latine s’intrecciavano con la sacra gestualità di benedizione ed il leggero profumo che proveniva dal libro delle preghiere contribuiva a dipingere il liturgico quadro.
C’incamminammo verso la piccola cappella situata nei pressi dell’appartamento dopo aver minuziosamente controllato di non esserci scordati i nostri “strumenti” del mestiere.

Arrivati sul posto in largo anticipo, ci afrettammo a chiudere tutte le finestre e preparare le sedie per gli assistenti. Questi ultimi (due signore) ci raggiunsero poco dopo.
La tensione nell’aria era ben evidente, seppur di certo nessuno di noi aveva timori o era spaventato: tutti i presenti avevano una discreta esperienza in materia.

Intravidi la coppia di coniugi giungere in macchina con qualche minuto di ritardo.
Il marito accompagnava la moglie con molta cautela, ed ella procedeva a passo lento senza dire nulla. A me spettava l’infelice compito d’accoglierli mostrando la via che portava alla cappella. Appena entrati chiusi celermente la porta onde evitare che qualche curioso vi si addentrasse, e fui subito spettatore del primo fatto straordinario.
La donna, alla vista del SS. Sacramento esposto, si irrigidì completamente mostrando delle strane smorfie in volto.
 

Crocifisso per esorcismi con medaglia di S. Benedetto

Crocifisso per esorcismi con medaglia di S. Benedetto

Alla vista dell’esorcista la sua voce cambiò completamente tonalità, divenendo furiosa: «Non provare a toccarmi! Avvicinati e ti ammazzo! Te la faccio pagare st****!».
Ci vollero quattro persone per vincere la forza sovraumana che stava sprigionando (considerate che la signora in questione è molto gracile ed è alta 1.60m: quattro persone riuscivano a malapena a tenerla) pur di non avvicinarsi.
Dopo alcuni sforzi fu fatta sedere e tenuta ferma da ognuno dei presenti.
Il nostro caro esorcista inizia ad operare quasi subito, recitando le formule latine ormai imparate a memoria e posizionando il crocifisso, assieme alla stola viola, sul capo della posseduta.
Il Demonio è incollerito ed inizia a prendermi di mira parlando all’esorcista: «Ti sei portato l’aiuto? Non è buono a nulla! Fr****! St****!». Il tutto contornato da risate davvero agghiaccianti.
Naturalmente le sue parole non mi intimidivano più di tanto, non davo peso alle provocazioni. Con tono deciso l’esorcista nel frattempo intimava: «Zitto! Prenditela con me!»
Arrivammo a conoscere il nome del demone responsabile della possessione molto presto.

«Nomen tuum, nunc!» (ordine in latino, che tradotto sarebbe: “Dimmi il tuo nome, ora!”), ripeteva l’amico esorcista.
Dopo numerose smorfie, insulti e sputi disse con voce infernale: «Satan».
Avevamo di fronte nientedimeno che lo spirito più perverso nell’intero creato, colui che ha originato il male nel mondo.
(NOTA: La donna rispondeva con precisione alle domande poste in diverse lingue quali il latino medievale, il francese, il tedesco e l’aramaico. Da notare che lei non ha nessun titolo accademico, solo un diploma di ragioneria).

«Ora rispondi solo si o no. Chi c’è con te? Zabulon?» «Presente.»
«Asmodeo?» «Presente.»
«Astaroth?» «Assente.»
«Lilith?» «Uscito.»
Assistevo quasi sbigottito a questo interrogatorio mentre ogni demone rispondeva con tono di voce diverso, ma tutti con un ghigno davvero poco rassicurante. In tutto questo, gli occhi della posseduta avevano inoltre cambiato colore: da marrone chiaro erano divenuti completamente neri, lanciando sguardi che comunicavano un odio mai visto prima.

Eravamo solo all’inizio dell’esorcismo ed avevo quasi finito lo spazio per scrivere sui fogli che avevo portato con me. Satana aveva notato e più volte si rivolse a me provocandomi: «Quello scrive….ahahaha!»
Avevo ben capito la sua strategia psicologica. Non risposi mai, ma sorridevo sapendo quale fossero i suoi reali pensieri.
Difatti poco dopo, estremamente rabbioso mi grida: «St****! Fr****! Te li brucio i fogli!»
L’esorcista notò questo fatto e gli chiese: «Ti da’ tanto fastidio quello che scrive lui e quello che scriviamo, anche sul sito?»
La risposta arrivò subito, piena di rancore: «Si, siete due st****! Lui è uno st**** come te!»
A quel punto risposi per la prima volta, invitato dall’amico esorcista: «Figurati, ho così tanto materiale che posso scrivere articoli per anni.»
 
Il Diavolo era ormai su tutte le furie e fui costretto ad aiutare gli assistenti nel tenere ferma la posseduta, tale era la sua forza. Nonostante avessi il compito di tenere a bada solamente una gamba, non riuscii neppure con tutte le mie forze a trattenerla.
Satana sapeva che il cuore dell’esorcismo era ormai alle porte, la parte dove avrebbe sofferto maggiormente.
«Amorth (NOTA: Padre Gabriele Amorth) ti protegge, ma io ti faccio ammazzare! Fr****!»
Il nostro esorcista replicò con ironia alla minaccia: «Ah si? Meglio, così ti posso tormentare dall’altra parte. Vedi te, dove ti conviene che ti tormento? In questa vita o quell’altra?»
In quel frangente fui testimone d’un altro accadimento sovrannaturale. La porta, che avevo chiuso con forza, iniziò a sbattere violentemente come sospinta da una bufera. «Lascia immediatamente la porta!», gli fu comandato.
La porta all’istante si fermò.

Il climax fu raggiunto nel momento in cui l’esocista iniziò a recitare l’Imperat (Imperat tibi Deus Pater e seguenti), posizionando le dita sulla testa e sugli occhi della posseduta.
«Basta! Mi stai accecando! Mi bruciano gli occhi!», gridava il Demonio.
Eppure, posso testimoniarlo, le dita erano semplicemente poggiate senza fare forza.
Altro punto sensibile erano le ginocchia: appena l’esorcista le toccava per benedirle Satana iniziava ad urlare e sputare. Questi erano gli evidenti segni attraverso i quali si potè risalire a quale parte del corpo aveva ricevuto più maledizioni e fatture.
La donna aveva iniziato a rigettare, in piccole quantità, strane sostanze.
In particolare gli occhi, ancor più neri di prima, riflettevano figure diverse l’un l’altro: l’occhio destro rifletteva le nostre immagini, quello sinistro qualcosa di totalmente sconosciuto – si pensa a visioni sul piano spirituale.

Tutti assieme, invitati dall’esorcista, iniziammo dunque a recitare il Trisagion: Sanctus, Sanctus, Sanctus, Domine Deus Sabaoth (“Santo, Santo, Santo, il Signore Dio degli eserciti”).
L’ira del Diavolo raggiunse il suo massimo.
L’esorcista gli disse: «Ti ricordi quando lo cantavi te, eh? E adesso non lo puoi più fare!».
(NOTA: il riferimento è libro sesto di Isaia, dove gli Angeli Serafini sono sentiti cantare dal profeta il Trisagion. Satana in origine era un Serafino).

Medaglia di San Benedetto

Medaglia di San Benedetto

Eravamo ormai da più di un ora a lottare contro Satana. Capii che egli era ormai “messo all’angolo” quando vidi tremare la donna: nonostante continuasse a tentare d’incuterci timore, egli era l’unico a tremare visibilmente.
Recitammo insieme alcuni Salve Regina, Ave Maria ed il canto di Lourdes mentre l’esorcista invocava l’intercessione dei Santi più cari: Padre Candido Amantini, Santa Faustina Kowalska, Santa Bernadette, i Santi Arcangeli, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
Il Demonio veniva solennemente bastonato da queste preghiere e gli urli si facevano sempre più agonizzanti.
Non appena l’esorcista estrasse l’ampolla con l’olio esorcizzato e la medaglia di San Benedetto (immagine a lato), la posseduta lanciò un grido.
Arrivò dunque il momento delle domande teologiche prima di concludere il tutto.
Il giorno prima avevo chiesto al caro amico esorcista la possibilità di richiedere al Diavolo informazioni sullo Spirito Santo, Terzo Elemento della Trinità Divina ancora troppo poco conosciuto. Ci tenni a ricordargli questa cosa e di conseguenza ordinò: «Dimmi e dillo a tutti quelli che sono qui perchè lo Spirito Santo ti da’ fastidio! Te lo ordino nel Nome SS. di Gesù!»
Satana sputava, scalciava, si dimenava, faceva di tutto pur di non rispondere.
Si decise a rispondere, con voce flebile e dopo tre intimazioni, donandoci una frase molto bella e significativa: «Perchè tutto avvolge».

La parte conclusiva dell’esorcismo non credo potrò mai scordarla per il resto della mia esistenza.
«Ti comando ora di salire sulla Croce, come Nostro Signore!», disse l’esorcista.
Inizialmente non capii queste parole. Quando vidi la posseduta iniziare a contorcersi e posizionarsi lentamente, prima le braccia e poi le gambe, esattamente come Gesù crocifisso, ebbi un sobbalzo.
Non si trattava assolutamente d’una posizione approssimativa: le mani erano incurvate e tremanti dal dolore, i piedi sembravano realmente trafitti fra il tarso e il metatarso, il volto era sofferente e la testa pendeva da un lato.
Questa “tecnica” viene utilizzata esclusivamente dal nostro amico Un Esorcista Oggi come atto conclusivo dell’esorcismo, in quanto molto efficace contro i demoni.
La donna a quel punto rinvenne, ma non riusciva a “slegarsi” da quella posizione e fu necessario il suo intervento con benedizione per liberarla. Provvedemmo dunque a soccorrerla con cibo, acqua e vestiti puliti.

 

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Rimasi a discutere con i coniugi in questione per molto tempo dopo l’esorcismo.
Di certo non potrò mai capire appieno la tragedia che la famiglia è costretta a vivere, non riuscirò mai a comprendere il male abissale che si annida nelle menti di coloro che praticano magia nera o messe nere con lo scopo di danneggiare il prossimo.
Il mio pensiero, in questa triste vicenda, va sicuramente ai bambini della coppia, vittime innocenti ed inconsapevoli (al momento non sono al corrente di quanto accade alla loro madre) d’una profonda ingiustizia.


 

Commenti

  1. Allora innanzitutto grazie per avermi messo al corrente dell’Apocatastasi (non ne sapevo l’esistenza) ho cercato un po su internet e ho letto qualche commento a favore e contro, effettivamente, e qui siamo concordi tutti (almeno spero), la dannazione eterna è la risposta più logica, su qualche punto di questa teoria sfatata mi sono anche trovata d’accordo ma solo ora dopo aver letto vari punti di vista credo di capire cosa intendete quando mi dite che ho “umanizzato il diavolo”, in effetti se ne facciamo tutto quanto un discorso sentimentale penso che tutti si immaginerebbero un ritorno del figlio al padre in cuor nostro, però partendo dal presupposto che siamo gli ignorantoni della famiglia del creato forse tanti di noi è vero che non riescono a comprendere ancora questo distacco eterno soprattutto perché ci fa dispiacere, infondo noi non sappiamo che significa avere una sapienza perfetta,però il punto che sta al “cuore della legge” su questa faccenda è anche il libero arbitrio, quando ascolto il prete in chiesa spesso dice che Dio ci ha predestinati a essere suoi figli nell’amore, creati per amare e per essere amati, ma questa predestinazione mi accorgo che è nel nostro essere ciò che siamo, è la nostra essenza che è stata fatta per questo e quindi è di conseguenza una predestinazione a fare questo piuttosto che quello, è come se fossimo stati fatti a forma sferica per poter entrare nella buca, ma siamo una sfera dotata di volontà e quindi la nostra libertà ci può anche far decidere di non andare in buca, e questo mi è sempre sembrato del tutto logico e giusto, però ci sono idee su cui io ho veramente messo le radici e so che ci sono molti che non la pensano come me, ovvero che Dio non ha precipitato nessuno nell’inferno ma chiunque pecca e si ostina nel peccato ci ha fatto un bel tuffo di tesa da solo, ma comunque Dio è amore e ama tutti i suoi figli, quindi il fatto che esista questo inferno eterno non è una punizione più di quanto non sia una grazia, io credo che se a Dio non fosse importato più niente di chi ha deciso per sempre per il male, avrebbe semplicemente cancellato dalla faccia della terra le anime ribelli o addirittura se ne sarebbe scordato, invece io credo che Dio ci lasci bruciare nel nostro inferno eterno proprio per misericordia, Lui non ci farebbe mai del male e questo comporta anche il fatto che non ci costringerebbe mai al suo volere quindi la dannazione è una sua concessione d’amore, chi ci danna nell’inferno in effetti se non noi stessi? Io ancora non comprendo come si faccia in eterno a non ripensare mai ad una decisione anche se abbiamo tutte le lampadine accese, però sinceramente anche se non lo so direi che se Dio è consapevole che purtroppo è così ci posso anche mettere la mano sul fuoco, lessi un libro di un esorcista qualche anno fa e mi rimase impressa questa frase ” se il diavolo fosse sinceramente pentito di tutto quello che ha fatto Dio non esiterebbe a accoglierlo a braccia tese, ma Dio ha la consapevolezza che il diavolo non lo farà mai” quindi la mia interpretazione del discorso è che quando Cristo ci avverte dell’inferno eterno ci avverte della possibilità MOOLTO alta che noi grazie alla nostra perseveranza nel peccato un bel giorno ci troviamo intrappolati in eterno in quel circolo vizioso che ci siamo tanto accuratamente creati che è l’inferno e dal quale, per via della nostra libertà concessaci dall’amore incondizionato di Dio, nessuno ci verrà a tirare fuori, perché una nostra scelta è una nostra scelta e Dio non interverrà mai a farci un lavaggio del cervello, scusate l’immenso poema ma è un argomento che mi sta molto a cuore perché a mio parere dimostra tutto quanto l’amore di Dio perché diciamocelo l’amore si vede nelle situazioni più buie e se lo chiamiamo Signore è perché a fare tutto quello che ha fatto è stato veramente un Signore! Vi mando un abbraccio forte e vi ringrazio della pazienza che mostrate nel rispondere (e soprattutto nel leggere)

    • Salve,
      Il suo discorso infatti è ben applicabile all’uomo. Ha scritto cose molto giuste.
      L’uomo è libero, libero persino di dannarsi. Non è Dio che manda all’inferno, e Dio non ha creato l’inferno. Satana decise di cadere di sua volontà, e con la sua caduta creò lui stesso la condizione di dannazione che chiamiamo inferno.
      La invitiamo a “sfogliare” i nostri atricoli di demonologia: troverà molte risposte a riguardo.
      In una rivelazione alla Beata Alexandrina Maria da Costa, Gesù stesso disse: “Si dannano solo quelli che non vogliono salvarsi”.
      Ricambiamo gli abbracci e la ringraziamo per la discussione che, ci auguriamo, possa essere d’aiuto anche ad altri lettori.
       
      La pace sia con lei! Ειρήνη σοῦ;
      La redazione

    • Grandissima!!! certo qualche punto potevi inserirlo :D

    • Dio è Amore. L’Amore richiede la libertà di scelta.
      Libertà di accogliere o di rifiutare, altrimenti saremmo schiavi senza scelta.
      Dio ama sia chi lo accoglie, sia chi lo rifiuta e rispetta la sua scelta per l’Amore.
      L’inferno è un mistero di amore, dove Dio rispetta la libertà delle sue creature che lo hanno deliberatamente e definitivamente rifiutato.
      Dio è sempre disposto a perdonarle, ma loro non vogliono e non lo faranno mai.

      Pace e Bene

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