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Il Buddismo contraffatto: quando la conversione è in realtà autogiustificazione

Scritto da , sezione: Buddismo 17094 49

Quando la conversione al Buddismo è in realtà autogiustificazione header

La libertà religiosa d’ogni individuo è uno dei diritti fondamentali dell’uomo.
Taluni la fanno direttamente rientrare nella sfera del diritto naturale, come qualcosa d’insito nella natura stessa delle persone.
Non si può che concordare sul tema delle convizioni spirituali essendo la vita, per molti, una continua ricerca del significato d’essa, una continua ricerca di quell’entità che viene chiamata Dio dai cristiani, Brahman dagli induisti, Allah dai maomettani e il Nirvana (più uno stato che un ente) dai buddisti.
 
A partire dalla seconda metà del secolo passato, con la massiccia introduzione delle dottrine orientali nella società occidentale, questo tema tornò celermente alla ribalta ponendo non pochi problemi riguado la questione della cosiddetta “conversione“.
In vero la conversione continua tutt’oggi a porre dilemmi non tanto riguardo l’atto – diritto intoccabile – quanto, piuttosto, la motivazione e la credenza che spinge a tale gesto.
In questo scenario moderno il Buddismo, religione che conta ben 2500 anni di storia, è in poco tempo divenuto grandemente diffuso nei paesi europei e negli USA, non di rado promosso da personaggi di spicco del mondo dello spettacolo: basti pensare a Roberto Baggio, Richard Gere, Marco Columbro, Tiger Woods, Orlando Bloom, Sabina Guzzanti e Tina Turner.
L’effettivo problema che dovrebbe farci riflettere – cristiani e buddisti allo stesso modo – nasce dalla domanda:
A quale tipo di Buddismo molti di questi personaggi si convertono e promuovono?
 
Una prima risposta può venire dalle affermazioni di Vladimir Luxuria, ex deputata transgender del Prc.
 

Io stavo attraversando un momento di profonda crisi, non vedevo più futuro, non avvertivo il senso della speranza e cercavo di distrarmi, di stordirmi in ogni modo. Fumavo tanto, bevevo e prendevo sostanze, anche se non pesanti come l’eroina. È stato il periodo in cui non avevo la forza e il coraggio di indagare a fondo su chi fossi io veramente.
(…) Il Buddismo mi ha dato fiducia in me stessa, sono passata dall’idea di essere sbagliata al sentirmi una bella persona, una creatura voluta da lassù, come tutti gli altri. Ho imparato ad accettarmi, anche per questo alla fine ho rinunciato all’intervento (NOTA: per cambiare sesso) perché ho capito che vado bene così, il mio corpo fa parte della mia specificità.

 
Tale testimonianza relativa alla sua esperienza, seppur carica di miracolismo, va contro alcuni dei Principi Fondamentali del Buddismo espressi nel Canon Pāli (त्रिपिटक), ovvero la più antica collezione di testi canonici risalenti addirittura al I secolo avanti Cristo e creduti addirittura la più fedele testimonianza degli insegnamenti del Buddha Śākyamuni giunta a noi.
L’Ottuplice Nobile Cammino per il raggiungimento del Nirvana – lo stato d’assenza di dolore quindi libertà dal desiderio materiale – specifica determinati metodi di pensiero e d’azione. Tra di essi troviamo:
 
GIUSTA CONDOTTA – Asternersi dalla condotta sensuale o sessuale impropria;
GIUSTA MISURA – Astenersi da tutti i modelli di vita che hanno a che fare con il male.
 
Lo stesso Dalai Lama ha più voltre precisato che “qualunque forma di sesso non vaginale è sbagliata e contraria all’etica buddista“, andando di fatto a far rientrare l’omosessualità e il travestimento di conseguenza nelle categorie contrarie alla Giusta Condotta e la Giusta Misura.
Nel ragionamento di Vladimir Luxuria è rintracciabile una corruzione di fondo proveniente da una interpretazione personale che in vero è autogiustificazione dei propri desideri sbagliati.
Egli aveva ben compreso in principio un’irregolarità nel proprio comportamento e nel modo di rapportarsi a se stesso sfociata in un malessere prolungato nel tempo, ma piuttosto che tentare una seria introspezione ha preferito quella che chiameremo una “conversione light” ad una religione in realtà non ben definita.
L’autoaccettazione nel Buddismo, come nel Cristianesimo, si riferisce ai propri limiti come essere umano, non alle deviate passioni.
 
Un discorso analogo lo potremmo fare su Roberto Baggio. E proprio grazie a lui potremmo forse arrivare alla radice della scottante questione.
L’ex calciatore, oggi a tutti gli effeti un fervente devoto delle dottrine della Soka Gakkai, nelle fasi iniziali del suo avvicinamento alla nuova fede promuoveva quest’ultima con eccessivo sensazionalismo, invitando tutti a “ripetere giornalmente l’invocazione nam myōhō renge kyō per risolvere tutti i problemi della vita“.
Inutile precisare che tale affermazione spinse non pochi a convertirsi, convinti di poter cambiare la propria esistenza recitando una semplice formuletta in modo ossessivo.
Eppure, sempre nel Canon Pāli, il raggiugimento del Nirvana viene definito il fine supremo, il superamento della materialità che deve esser conquistato attraverso molto esercizio spirituale e morale.
Perchè dunque questi “nuovi” fedeli promuovono esattamente il contrario? La risposta l’abbiamo già: Soka Gakkai.
 

Ma cos’è la Soka Gakkai e su cosa si basa?

Essa è un nuovo movimento religioso giapponese di matrice buddista costituitosi nel XX secolo, la quale tuttavia con lo stesso Buddismo non condivide nulla, anzi: ne incoraggia il culto stravolgendone la dottrina.
In Beglio ed in Francia viene considerata una setta.
Molti buddisti tradizionali la ritengono la vera causa del degrado morale che oggi viene falsamente spacciato per “Buddismo”, viste le numerose modifiche apportate ai testi originali per adattarli ai desideri umani:
 

La Soka Gakkai ha provveduto ad ALTERARE LE TRADUZIONI in lingua corrente degli scritti di Nichiren. Ad esempio, ogni qualvolta egli parla, da buon buddista, di “meriti”, le traduzioni “ufficiali” della Soka preferiscono tradurre con “benefici”, in modo da rendere più attraente e più convincente l’insegnamento proposto.
(tratto da fiorediloto.org)

 
Questo in effetti spiegherebbe la visione oggi dilagante d’una religione adatta a soddisfare e giustificare tutti i vizi possibili.
E non pochi buddisti occidentali influenti come la psicologa Tara Brach, forse poco consapevoli del loro errore, incoraggiano i fedeli ad estremizzare il desiderio più che cancellarlo in quanto fonte di sofferenza, come vorrebbe la dottrina originale.
Potremmo accludere queste concezioni alle infinite correnti della New Age che oggigiorno tenta di screditare tutte le “vecchie” religioni.
Di certo sbaglieremmo se decidessimo di generalizzare la questione e includere tutto questo calderone confusionario nella tradizione buddista o in quello che disse il Buddha.
La trasformazione della società occidentale ha inevitabilmente incentivato la costruzione di nuove dottrine “light” capaci d’attrarre senza fatica, capaci d’essere a portata di mano senza particolari restrizioni o doveri morali: in questo paesaggio la Soka Gakkai e la New Age in genere son riuscite a diffondere una versione scarna e malata del Buddismo, fatta basilarmente di tè verde, ecologia, meditazioni e desideri.
Un prodotto del genere, nel moderno supermarket delle religioni, vende con successo.
E conviene anche, visti i pochi – quasi inesistenti – precetti morali e comportamentali.
 
Per quanto possa sembrare per un cristiano problematica esterna e, per certi versi lontana, in realtà lo tocca da vicino: l’esaltazione del desiderio, dell’autogiustificazione e del “fai ciò che vuoi” sono oggettivamente dottrine sataniche.
E se solamente pensiamo a quanti proseliti riescono a fare dovremmo di certo sentirci preoccupati.
È dunque urgente un profondo avvicinamento ai buddisti tradizionali per superare i tanti, troppi pregiudizi esistenti e contrastare forme deviate di religiosità che tentano sottilmente di distruggere sia lo stesso Buddismo che lo stesso Cristianesimo.
 

Commenti

  1. Perdonatemi, questo lungo post è veramente ridicolo!oltretutto molto offensivo nei confronti di noi praticanti questo buddismo. Ero cristiana, praticante,al100% ma da quando ho iniziato a Capire Veramente quanto falso e corrotto sia il messaggio cristiano, quanto sia tutto falso quello che ci propinano da 2000 anni la chiesa e company, ho detto addio ad una “religione” che non ha niente di spirituale ma il solo scopo è il controllo delle persone! Da buddista non dovrei cadere nella trappola del commento sprezzante, ma mi sento in dovere di Difendere a spada tratta la SokaGakkai da queste accuse ridicole e infamanti!

  2. Come se il vero buddismo sia verita’ infallibile o cosa sacra. Ma dai. Nel 2017 ancora si prendono sul.serio.certe stupidaggini. :-)

  3. Voglio ringraziare i responsabili del sito per aver aperto una discussione tanto interessante che importante.
    Inoltre, vorrei riferire alla Sig.ra Angela che non saprei come contattarLa, ma che nell’ambito di questo blog possiamo serenamente scrivere e approfondire la materia.
    Per rientrare nel merito, volevo condividere questa mia esperienza avuta con gli amici della SGI.
    In un meeting al quale ho partecipato e’ stato chiesto il commento , ad un ospite, sull’incontro e sugli argomenti trattati in quella sede.
    Bene, il suo commento ha lasciato molti perplessi per il suo contenuto. La sua impressione che il meeting fosse un incontro tra persone problematiche ” squinternati” che magicamente risolvevano i loro problemi quotidiani dopo molti NMRK recitati avanti una pergamena
    (non facile far comprendere a questa persona , come ad altri, che esiste il percorso alla fede e poi alla pratica Buddista)……
    Ma non assegno colpe a queste persone, ma posso darle in maniera fraterna invece ad altri, piu”
    interessati alle statistiche, alle presenze o allo Shakubuku improvvisato.
    Potrei dire che il Buddismo di qualunque scuola, ordine o grado, e’ una ricerca della serenita’ interiore
    attraverso la meditazione, il NMRK o qualsiasi forma di ricerca dell’armonia , prima in se stessi e poi con cio’che ci circonda.
    Non facile……

  4. SGI è un oligarchia che sfrutta le sofferenze delle persone per i suoi sporchi interessi! Credo nella sincerità dei praticanti che rimangono dietro le quinte ma si inizia a vedere del marcio dai responsabili di Regione in su! Come potete constatare sono sempre gli stessi!

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