• Seguici su...

  • Le citazioni

    • L’amico si cerca a lungo, si trova a stento, si conserva difficilmente. (San Girolamo)
  • Newsletter

Home » Buddismo » Il Buddismo contraffatto: quando la conversione è in realtà autogiustificazione

Il Buddismo contraffatto: quando la conversione è in realtà autogiustificazione

Scritto da , sezione: Buddismo 17613 51

Quando la conversione al Buddismo è in realtà autogiustificazione header

La libertà religiosa d’ogni individuo è uno dei diritti fondamentali dell’uomo.
Taluni la fanno direttamente rientrare nella sfera del diritto naturale, come qualcosa d’insito nella natura stessa delle persone.
Non si può che concordare sul tema delle convizioni spirituali essendo la vita, per molti, una continua ricerca del significato d’essa, una continua ricerca di quell’entità che viene chiamata Dio dai cristiani, Brahman dagli induisti, Allah dai maomettani e il Nirvana (più uno stato che un ente) dai buddisti.
 
A partire dalla seconda metà del secolo passato, con la massiccia introduzione delle dottrine orientali nella società occidentale, questo tema tornò celermente alla ribalta ponendo non pochi problemi riguado la questione della cosiddetta “conversione“.
In vero la conversione continua tutt’oggi a porre dilemmi non tanto riguardo l’atto – diritto intoccabile – quanto, piuttosto, la motivazione e la credenza che spinge a tale gesto.
In questo scenario moderno il Buddismo, religione che conta ben 2500 anni di storia, è in poco tempo divenuto grandemente diffuso nei paesi europei e negli USA, non di rado promosso da personaggi di spicco del mondo dello spettacolo: basti pensare a Roberto Baggio, Richard Gere, Marco Columbro, Tiger Woods, Orlando Bloom, Sabina Guzzanti e Tina Turner.
L’effettivo problema che dovrebbe farci riflettere – cristiani e buddisti allo stesso modo – nasce dalla domanda:
A quale tipo di Buddismo molti di questi personaggi si convertono e promuovono?
 
Una prima risposta può venire dalle affermazioni di Vladimir Luxuria, ex deputata transgender del Prc.
 

Io stavo attraversando un momento di profonda crisi, non vedevo più futuro, non avvertivo il senso della speranza e cercavo di distrarmi, di stordirmi in ogni modo. Fumavo tanto, bevevo e prendevo sostanze, anche se non pesanti come l’eroina. È stato il periodo in cui non avevo la forza e il coraggio di indagare a fondo su chi fossi io veramente.
(…) Il Buddismo mi ha dato fiducia in me stessa, sono passata dall’idea di essere sbagliata al sentirmi una bella persona, una creatura voluta da lassù, come tutti gli altri. Ho imparato ad accettarmi, anche per questo alla fine ho rinunciato all’intervento (NOTA: per cambiare sesso) perché ho capito che vado bene così, il mio corpo fa parte della mia specificità.

 
Tale testimonianza relativa alla sua esperienza, seppur carica di miracolismo, va contro alcuni dei Principi Fondamentali del Buddismo espressi nel Canon Pāli (त्रिपिटक), ovvero la più antica collezione di testi canonici risalenti addirittura al I secolo avanti Cristo e creduti addirittura la più fedele testimonianza degli insegnamenti del Buddha Śākyamuni giunta a noi.
L’Ottuplice Nobile Cammino per il raggiungimento del Nirvana – lo stato d’assenza di dolore quindi libertà dal desiderio materiale – specifica determinati metodi di pensiero e d’azione. Tra di essi troviamo:
 
GIUSTA CONDOTTA – Asternersi dalla condotta sensuale o sessuale impropria;
GIUSTA MISURA – Astenersi da tutti i modelli di vita che hanno a che fare con il male.
 
Lo stesso Dalai Lama ha più voltre precisato che “qualunque forma di sesso non vaginale è sbagliata e contraria all’etica buddista“, andando di fatto a far rientrare l’omosessualità e il travestimento di conseguenza nelle categorie contrarie alla Giusta Condotta e la Giusta Misura.
Nel ragionamento di Vladimir Luxuria è rintracciabile una corruzione di fondo proveniente da una interpretazione personale che in vero è autogiustificazione dei propri desideri sbagliati.
Egli aveva ben compreso in principio un’irregolarità nel proprio comportamento e nel modo di rapportarsi a se stesso sfociata in un malessere prolungato nel tempo, ma piuttosto che tentare una seria introspezione ha preferito quella che chiameremo una “conversione light” ad una religione in realtà non ben definita.
L’autoaccettazione nel Buddismo, come nel Cristianesimo, si riferisce ai propri limiti come essere umano, non alle deviate passioni.
 
Un discorso analogo lo potremmo fare su Roberto Baggio. E proprio grazie a lui potremmo forse arrivare alla radice della scottante questione.
L’ex calciatore, oggi a tutti gli effeti un fervente devoto delle dottrine della Soka Gakkai, nelle fasi iniziali del suo avvicinamento alla nuova fede promuoveva quest’ultima con eccessivo sensazionalismo, invitando tutti a “ripetere giornalmente l’invocazione nam myōhō renge kyō per risolvere tutti i problemi della vita“.
Inutile precisare che tale affermazione spinse non pochi a convertirsi, convinti di poter cambiare la propria esistenza recitando una semplice formuletta in modo ossessivo.
Eppure, sempre nel Canon Pāli, il raggiugimento del Nirvana viene definito il fine supremo, il superamento della materialità che deve esser conquistato attraverso molto esercizio spirituale e morale.
Perchè dunque questi “nuovi” fedeli promuovono esattamente il contrario? La risposta l’abbiamo già: Soka Gakkai.
 

Ma cos’è la Soka Gakkai e su cosa si basa?

Essa è un nuovo movimento religioso giapponese di matrice buddista costituitosi nel XX secolo, la quale tuttavia con lo stesso Buddismo non condivide nulla, anzi: ne incoraggia il culto stravolgendone la dottrina.
In Beglio ed in Francia viene considerata una setta.
Molti buddisti tradizionali la ritengono la vera causa del degrado morale che oggi viene falsamente spacciato per “Buddismo”, viste le numerose modifiche apportate ai testi originali per adattarli ai desideri umani:
 

La Soka Gakkai ha provveduto ad ALTERARE LE TRADUZIONI in lingua corrente degli scritti di Nichiren. Ad esempio, ogni qualvolta egli parla, da buon buddista, di “meriti”, le traduzioni “ufficiali” della Soka preferiscono tradurre con “benefici”, in modo da rendere più attraente e più convincente l’insegnamento proposto.
(tratto da fiorediloto.org)

 
Questo in effetti spiegherebbe la visione oggi dilagante d’una religione adatta a soddisfare e giustificare tutti i vizi possibili.
E non pochi buddisti occidentali influenti come la psicologa Tara Brach, forse poco consapevoli del loro errore, incoraggiano i fedeli ad estremizzare il desiderio più che cancellarlo in quanto fonte di sofferenza, come vorrebbe la dottrina originale.
Potremmo accludere queste concezioni alle infinite correnti della New Age che oggigiorno tenta di screditare tutte le “vecchie” religioni.
Di certo sbaglieremmo se decidessimo di generalizzare la questione e includere tutto questo calderone confusionario nella tradizione buddista o in quello che disse il Buddha.
La trasformazione della società occidentale ha inevitabilmente incentivato la costruzione di nuove dottrine “light” capaci d’attrarre senza fatica, capaci d’essere a portata di mano senza particolari restrizioni o doveri morali: in questo paesaggio la Soka Gakkai e la New Age in genere son riuscite a diffondere una versione scarna e malata del Buddismo, fatta basilarmente di tè verde, ecologia, meditazioni e desideri.
Un prodotto del genere, nel moderno supermarket delle religioni, vende con successo.
E conviene anche, visti i pochi – quasi inesistenti – precetti morali e comportamentali.
 
Per quanto possa sembrare per un cristiano problematica esterna e, per certi versi lontana, in realtà lo tocca da vicino: l’esaltazione del desiderio, dell’autogiustificazione e del “fai ciò che vuoi” sono oggettivamente dottrine sataniche.
E se solamente pensiamo a quanti proseliti riescono a fare dovremmo di certo sentirci preoccupati.
È dunque urgente un profondo avvicinamento ai buddisti tradizionali per superare i tanti, troppi pregiudizi esistenti e contrastare forme deviate di religiosità che tentano sottilmente di distruggere sia lo stesso Buddismo che lo stesso Cristianesimo.
 

Commenti

  1. Carissimi compagni di fede.
    Sono buddista praticante da più di 20 anni,
    E siccome sono amante dello studio e della letteratura oltre che a sfondarmi di daimoku( adoro recitare e mi piace perfezionare la pratica in tutta la sua tecnica) mi sono anche sfondata di lettura dei testi e di studio approfondendo con attività quotidiane e quotidiane frequentazioni con gli altri membri la mia conoscenza e la mia comprensione di questa interessante pratica che io amo profondamente. Non c’è libro che non abbia letto , attività a cui non abbia partecipato e membro con cui non abbia praticato. Ciononostante per mantenere la mia indipendenza e la mia sanità di mente in momenti cruciali ho sempre dovuto prendere grandi distanze dall’associazione . “Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Tutte le maldicenze a riguardo della sgi ( Soka Gakkai International ) non solo sono corrette ma non sono altro che una piccola parte delle aberranze che avvengono all’interno della stessa . E sono più di vent’anni che io ne sono testimone . Sono anche testimone di innumerevoli Miracoli , di malattie sconfitte, di vite riemerse , di cambiamenti positivi eccezionali. La mia esperienza personale continua a sorprendermi. Questo significa che il potenziale umano è potente e illimitato e qualsiasi strumento possa rivelarlo è prezioso. Per quanto riguarda invece il controllo esercitato sull individuo attraverso il potere della fede , purtroppo questa è una triste realtà a cui faremo fatica a crederci finché non ne saremo vittime in prima persona. Non sono stata assoggettata ne distrutta dalla sgi perchè ho sempre preso diplomatiche distanze giusto in tempo per salvarmi ma quello che mi è successo qui in Australia è al di sopra del bene e del male e mi ha dato ancora una volta la misura della realtà delle cose e mi ha ancor di più spinto ad approfondire la fede( intesa come consapevolezza del proprio cammino) . Quello che avviene qui in Australia è davvero agghiacciante e varrebbe la pena di raccontare come la comunità giapponese sia manipolata e sfruttata a tal punto da costringere le coppie con gravi problemi relazionali a stare insieme per la buona reputazione della associazione, a costringere i figli sin da piccoli a praticare e a forzarli contro la loro volontà a partecipare alle attività e a frequentare l’universita Soka a tutti i costi. Io le ho viste queste coppie sfinite dall’infelicità, questi figli soppressi dai doveri familiari , depressi, disperati. Ho conosciuto molti membri scacciati per essersi separati ( specie modo i mariti australiani dalle mogli giapponesi) la parola d’ordine è emarginazione: sociale , razziale , culturale. Se non rientri nei canoni sei il demonio e i canoni sono di una cultura tradizionalista giapponese rurale assolutamente anacronistico. Parlo di giapponesi perché qui in Gold Coast dove vivo da tre anni con tanto di Gohonzon la sgi è presidio giapponese e tale credo rimarrà viste le premesse discriminatorie verso qualsiasi diversità cultirale.
    Nonostante ciò e nonostante gli abusi di cui sono stata vittima e testimone io amo praticare. La pratica mi ha sempre portato benefici, per benefici intendo benefici effetti sulla mia vita è una vitale spinta propulsiva verso il miglioramento. Non credo esista nessun fenomeno che abbia solo aspetti positivi , bisogna raccogliere il buono e proteggersi dal cattivo. Bisogna sviluppare una forte indipendenza alimentando la propria fame di conoscere. Affidatevi a voi stessi , diventate i vostri migliori amici, i vostri confidenti i vostri maestri, i vostri mentori, i vostri supporter. Diventate voi stessi, uno nessuno e centomila. Cambiate idea, interrogatevi, non date nulla per scontato e non sacrificate mai nulla di voi per niente e per nessuno. Difendetevi perché siete unici, preziosi in tutti i vostri orribili pregi e bellissimi difetti. Sbagliate , sbagliate, sbagliate. Un errore magistrale è una magistrale conquista. Siate liberi di esistere e allontanatevi da chiunque voglia negarvi di questa libertà per qualsiasi motivo al mondo.

  2. Quando non si conosce un argomento fino in fondo e lo si giudica, si è poco intelligenti…

  3. Perdonatemi, questo lungo post è veramente ridicolo!oltretutto molto offensivo nei confronti di noi praticanti questo buddismo. Ero cristiana, praticante,al100% ma da quando ho iniziato a Capire Veramente quanto falso e corrotto sia il messaggio cristiano, quanto sia tutto falso quello che ci propinano da 2000 anni la chiesa e company, ho detto addio ad una “religione” che non ha niente di spirituale ma il solo scopo è il controllo delle persone! Da buddista non dovrei cadere nella trappola del commento sprezzante, ma mi sento in dovere di Difendere a spada tratta la SokaGakkai da queste accuse ridicole e infamanti!

  4. Come se il vero buddismo sia verita’ infallibile o cosa sacra. Ma dai. Nel 2017 ancora si prendono sul.serio.certe stupidaggini. :-)

  5. Voglio ringraziare i responsabili del sito per aver aperto una discussione tanto interessante che importante.
    Inoltre, vorrei riferire alla Sig.ra Angela che non saprei come contattarLa, ma che nell’ambito di questo blog possiamo serenamente scrivere e approfondire la materia.
    Per rientrare nel merito, volevo condividere questa mia esperienza avuta con gli amici della SGI.
    In un meeting al quale ho partecipato e’ stato chiesto il commento , ad un ospite, sull’incontro e sugli argomenti trattati in quella sede.
    Bene, il suo commento ha lasciato molti perplessi per il suo contenuto. La sua impressione che il meeting fosse un incontro tra persone problematiche ” squinternati” che magicamente risolvevano i loro problemi quotidiani dopo molti NMRK recitati avanti una pergamena
    (non facile far comprendere a questa persona , come ad altri, che esiste il percorso alla fede e poi alla pratica Buddista)……
    Ma non assegno colpe a queste persone, ma posso darle in maniera fraterna invece ad altri, piu”
    interessati alle statistiche, alle presenze o allo Shakubuku improvvisato.
    Potrei dire che il Buddismo di qualunque scuola, ordine o grado, e’ una ricerca della serenita’ interiore
    attraverso la meditazione, il NMRK o qualsiasi forma di ricerca dell’armonia , prima in se stessi e poi con cio’che ci circonda.
    Non facile……

  6. SGI è un oligarchia che sfrutta le sofferenze delle persone per i suoi sporchi interessi! Credo nella sincerità dei praticanti che rimangono dietro le quinte ma si inizia a vedere del marcio dai responsabili di Regione in su! Come potete constatare sono sempre gli stessi!

Commenta

Tutti i commenti sono soggetti a moderazione.