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L’angelo custode di San Patrizio

Scritto da , sezione: Angelologia 3223 0

san patrizio angelo custode

Probabilmente il nome Maewyin Succat non porterà alla mente di molti associazioni di carattere storico.
Eppure tale fu il nome di battesimo d’uno dei Santi più onorati e conosciuti al mondo: parliamo di San Patrizio (385 – 461), vescovo e missionario celebrato il 17 marzo con festeggiamenti in tutto il globo.
Particolarmente caro al popolo irlandese in quanto patrono della loro nazione, a lui si deve la conversione dell’isola al Cristianesimo.
 
Nato in un piccolo villaggio bretone da padre romano, il decurione Calpurnius, e madre d’origini locali, Conchessa, il piccolo Patrizio fu allevato in una fattoria da genitori adottivi nonostante il nobile casato.
L’agiografia narra di grandi prodigi sin dall’infanzia: ad esempio una sera d’inverno, pensando di rallegrare la madre acquisita, le portò dei pezzi di ghiaccio particolarmente lucenti. La donna rispose con malinconia: “Perchè mi hai regalato questi ghiaccioli? Sarebbe stato meglio se mi avessi portato della legna da ardere“.
A quelle parole il ragazzino replicò con fermezza: “Mamma, devi avere fede! Dio può far incendiare anche il ghiaccio più freddo!“. Pochi istanti dopo, i pezzi di ghiaccio erano divenuti caldi come la brace ed emettevano scintille di fuoco.

Fu rapito all’età di 16 anni in un’incursione dei Pitti, popolazione tribale dedita a scorribande, e venduto come schiavo in Irlanda.
Passò sei anni in catene, imparando lentamente la difficile lingua locale – il gaelico, antico irlandese – e cercando di sopportare il pessimo comportamento dei padroni. Passava numerose ore in solitudine pregando affinchè il Signore gli donasse la capacità di sopportare le ingiustizie, ringranziando sempre con la frase “Deo gratias“.
Proprio durante una di queste intense sessioni di preghiera gli apparve il suo protettore, colui che lo avrebbe giudato ed istruito per il resto della vita: l’angelo custode.

 

Victor, l’angelo vittorioso

Una biografia del XII secolo redatta dal monaco cistercense Jocelyn – copiata da biografie più antiche a noi non pervenute – narra nel dettaglio il primo incontro tra lo spirito celestiale e San Patrizio:

 

Il servo di Dio allora guardò l’angelo e, conversando con lui faccia a faccia con familiarità, gli chiese chi fosse e quale fosse il suo nome. Il messaggero divino dichiarò d’essere stato inviato dal Signore per la salvezza degli uomini; dichiarò inoltre che il suo nome era Victor, l’angelo custode che avrebbe dovuto assisterlo nella sua futura missione.
L’angelo, vestito meravigliosamente, specificò che, nonostante gli spiriti celestiali non avessero bisogno d’identificarsi con nomi umani, il suo nome derivava dalla vittoria di Cristo, il vittorioso Re, e tramite essa aveva potere di schiacciare Satana e tutti gli spiriti maligni.

 
In quella occasione Victor rivelò al suo protetto che le sue preghiere erano state esaudite, che il Signore lo avrebbe ben presto liberato dalla schiavitù e riportato a casa.
Stando a quanto narra la fonte storica, l’angelo lasciò delle impronte sulla roccia sopra della quale era apparso e secoli dopo i devoti del Santo costruirono un luogo di culto – oggigiorno non conosciamo con certezza la collocazione.
 
Eppure il giovane missionario, una volta tornato in patria, non tardò a ricevere una seconda visita del suo custode celeste.
Durante una visione nottura infatti Patrizio vide recapitarsi migliaia di lettere, tutte con su scritto: “Questa è la voce degli irlandesi: o giovane santo, torna a camminare tra di noi e salvaci!“. Al termine della visione, fortemente colpito da quelle parole, vide apparire Victor che lo incoraggiava a partire per la Francia, al fine di ricevere una buona istruzione cristiana per imparare la dottrina ed i fondamenti della fede.
 

Statua di San Patrizio d'Irlanda

Statua di San Patrizio d’Irlanda

San Patrizio venne educato da un certo Germanus, un uomo austero di grande santità.
Ebbene, persino durante il periodo di preparazione l’angelo custode volle dimostrargli la sua vicinanza.
Non potendo mangiare carne per via del cammino di rinuncia e mortificazione che il suo maestro spirituale gli aveva ordinato di percorrere, il giovane novizio, vedendo un giorno della carne fresca, venne tentato e se ne cibò. Sebbene sazio, non seppe trattenere il dolore per quello strappo alla regola e, con il viso a terra, pianse a lungo.
Lo spirito angelico allora si palesò dicendo: “Alzati, il Signore ti ha perdonato questo peccato“.
Patrizio, alzatosi, chiese a Victor una dimostrazione di quel perdono. Fu in quell’istante che gli fu comandato d’immergere quel che rimaneva della carne nell’acqua, e tale carne si trasformò in pesce.
 
Il giorno dell’ordinazione a vescovo – avvenuta a Roma – l’angelo, con evidente premura, gli riferì che doveva recarsi in Irlanda il prima possibile poichè il Signore desiderava ardentemente la conversione di quella popolazione.
Sentendosi non preparato ed indegno per il compito, fu condotto da Victor su di un monte non molto distante da Capua dove, stando a quanto narra la fonte, fu ricevuto da Dio “faccia a faccia” come avvenne con Mosè.
 

In Irlanda San Patrizio passava spesso mesi in solitudine e digiuno per santificarsi e fortificarsi nello spirito.
In una di queste occasioni, sul monte Croagh Patrick, fu assalito dai demoni sotto forma di imponenti volatili neri (la tradizione invece narra di serpenti) che gli strapparono le vesti e lo ferirono.
Egli tentò in tutti i modi di scacciarli: preghiere, salmi, esorcismi. Nulla funzionò.
Nel momento in cui gli spiriti demoniaci si dissolsero fece la sua comparsa Victor, circondato da miriadi di candide colombe che intonavano canti paradisiaci, consolandolo: “Con questa tua sofferenza e con le tue preghiere hai salvato più anime di quante la terra che puoi scorgere con gli occhi possa contenere“.
 
L’angelico custode accompagnò Patrizio sino al termine dei suoi giorni.
Poco prima della morte infatti Victor gli apparse dicendo: “Devi rimanere in questo luogo, il Signore ha altri piani per te. Qua è dove hai iniziato a convertire e qua vuole il Signore la tua sepoltura con onore. Qua avverrà la tua risurrezione“.
 

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